Gnatologia

La gnatologia per definizione è la branca odontoiatrica che studia la fisiologia, la patología e le funzioni della mandibola (masticazione, deglutizione, fonazione , postura) e pertanto, studia i rapporti tra le ossa mascellari, i denti e le due articolazioni temporo-mandibolari. La gnatologia inoltre considera e analizza i muscoli che muovono i mascellari e il sistema nervoso che comanda quei muscoli, compresa la lingua.  

Il Bruxismo

Il Bruxismo è un termine medico per indicare il digrignamento dei denti dovuto alla contrazione della muscolatura masticatoria, specialmente durante il sonno profondo o in periodi in cui la persona è sotto stress. Il termine deriva dalla parola greca “brychein” che significa far stridere i denti. La causa del bruxismo non è nota, per quanto ci siano alcune teorie sulla sua origine. Il digrignamento dei denti può essere causato da stress e ansia ed è un tentativo inconscio di scaricare un surplus di tensione psichica, una quota di ansia o aggressività che si è accumulata durante la giornata e che il soggetto tende a non esprimere. Le emozioni sono negate e vengono messe a tacere durante il giorno per poi ripresentarsi in un contesto più controllato e meno pericoloso: il sonno. Altre volte il bruxismo potrebbe essere causato da malformazioni mandibolari o da problemi d’occlusioni dentarie. I denti sono importanti per il buon funzionamento articolare in quanto una loro scorretta chiusura può creare una dislocazione dei capi articolari con maggiore stress e danni al disco o ai suoi legamenti. I disordini dell’ATM sono provocati fondamentalmente dalla mancata armonia tra la chiusura dei denti (occlusione) e il corretto posizionamento degli elementi articolari (disco, condili mandibolari, fossa temporale). Lo stress che la vita moderna provoca quotidianamente, sembra essere uno dei fattori principali nel creare la disarmonia in questa delicata articolazione. Molte persone infatti scaricano gli stimoli nervosi dei problemi quotidiani serrando o digrignando le mascelle. Lo spasmo muscolare che ne può conseguire, scatena i disordini dell’ATM. Altre cause possono essere l’artrite dell’ATM, i traumi per azione indiretta (tipicamente un colpo violento sul mento crea un danno riflesso sull’ATM) o i gravi squilibri nella chiusura dei denti come le perdite parziali o totali dei denti.

Nei casi peggiori, il disco articolare può dislocarsi creando un ostacolo al movimento di apertura della bocca (in questo caso il paziente non riesce ad aprire la bocca più di 20 mm) o addirittura impedendone la chiusura (in questo caso il paziente rimane a bocca aperta).

Segni e sintomi di disordini dell’ATM sono:

  • Rumori di click o pop accompagnati da dolore durante il movimento di apertura o chiusura della bocca
  • Digrignamento dei denti durante le ore notturne
  • Indolenzimento della muscolatura masticatoria al risveglio
  • Difficoltà all’apertura massima della bocca
  • Dolore alla pressione della regione articolare
  • Episodi di blocco nell’apertura o chiusura della bocca
  • Frequenti dolori alla testa o al collo

Nei casi acuti, dopo una prima fase di trattamento con farmaci antinfiammatori, si può passare alla terapia fisica con applicazioni caldo/freddo, tecniche di rilassamento, ultrasuoni o altro. Nei casi in cui il dolore e i sintomi siano persistenti, possono essere consigliate le placche occlusali gnatologiche (chiamate anche bite) che vengono indossate di notte o l’intera giornata, nei casi più gravi. I casi che non hanno alcun miglioramento con le terapie riabilitative tradizionali possono richiedere l’intervento del chirurgo maxillo facciale che esegue l’artroscopia (con possibilità di microinterventi intracapsulari) o l’artroplastica. Proprio perché il digrignamento avviene spesso durante il sonno, la maggior parte delle persone non sono consapevoli che digrignano i denti. Tuttavia, un  costante mal di testa o la  mascella dolente è un sintomo rivelatore di bruxismo. Molte volte le persone vengono a conoscenza di ciò, perché  viene riferito dalla persona che dorme accanto e che si accorge dello sfregamento dei denti. Se si sospetta di soffrire di brusimmo, rivolgetevi al dentista, che  esaminerà la bocca e potrà constatare se esistono segni di bruxismo e anomalie alla mandibola o ai vostri denti. Da ricordare che in alcuni casi, i denti con bruxismo cronico possono provocare una frattura, un allentamento o addirittura una perdita di denti. Quando questi eventi si verificano, potrebbero essere necessari interventi odontoiatrici anche complessi, per questo è bene prevenire in tempo questo disagio e magari ricorrere subito ad un bite dentale. Il digrignamento dei denti non è assolutamente da sottovalutare perché può danneggiarsi e provocare problemi ai denti, ma può anche influire sulle mascelle causando dolori muscolari, causare la perdita dell’udito, perfino modificare l’aspetto del volto e dare dolori articolari alla schiena e mal di testa frequenti e forti.

Altri consigli per aiutarti a smettere di digrignare i denti sono:

  • Evitare o ridurre prodotti alimentari e bevande che contengono caffeina, come cola, cioccolato e caffè.
  • Evitare l’alcool.
  • Non masticare matite o penne o qualsiasi cosa che non è cibo.
  • Evitare gomme da masticare.
  • Allenarsi a non serrare o digrignare i denti. Se si nota che si stringono i denti durante il giorno, posizionare la punta della lingua tra i denti.
  • Rilassare i muscoli della mascella durante la notte tenendo un panno caldo contro la guancia di fronte al lobo dell’orecchio.

La Mandibola

L’ incordinazione della Mandibola è la mancanza di coordinazione tra il disco articolare e il condilo (le due componenti dinamiche delle articolazioni temporo-mandibolari). Quando aumenta la pressione all’interno dell’articolazione si può verificare l’incoordinazione con una serie di sintomi quale difficoltà nell’apertura, rumori di scatto o di sfregamento oppure dolore alle articolazioni. Quindi ridurre il carico con dei dispositivi (bite o ortotici) è la prima cura delle incoordinazioni condilo-discali. Successivamente lo specialista gnatologo dovrà eseguire ulteriori valutazioni per pianificazione specifici successivi trattamenti.

La lussazione della mandibola rientra nella patologia denominata “Incoordinazione condilo discale”. Normalmente il disco articolare si muove in sincrono con il rispettivo condilo nei movimenti di apertura e chiusura della bocca. In particolari condizioni il coordinamento si perde e si possono avere rumori di scatto all’apertura o limitazioni nell’apertura o addirittura l’impossibilità di chiudere la bocca con la mandibola in massima apertura. Può succedere che il paziente dopo un rumore di scatto a una o entrambe le articolazioni temporo-mandibolari poste pochi millimetri davanti alle orecchie, abbia difficoltà ad aprire la bocca per un blocco del meccanismo condilo-discale che permette l’apertura della bocca. Le cause sono sostanzialmente due: una malocclusione causata da estrazioni, ortododonzia o protesi mal eseguite, oppure traumi quali il colpo della frusta di incidenti stradali. La terapia di riferimento in caso di blocco della madibola è il trattamento tramite il ricorso a precise manovre di sblocco che andranno a ripristinare il corretto funzionamento della mandibola: manovre di sblocco della mandibola.

La chirurgia mandibolare è necessaria quando, per motivi estetici o disfunzionali, la mandibola sia o troppo piccola in rapporto con il cranio (2° classe si Angle) o troppo grande in confronto al mascellare superiore 3° classe di Angle). Comunque l’intervento chirurgico è indicato solo per i casi estremi, non curati adeguatamente con un trattamento ortodontico in età evolutiva (al di sotto dei 12 anni di età). Per i casi disfunzionali (dolori facciali o rumori articolari) è consigliato un trattamento gnatologico e ortodontico.

Il Morso

Il morso profondo è una malocclusione caratterizzata dall’eccessiva chiusura della bocca con la totale copertura dei denti inferiori da parte dei superiori. La profondità deriva dall’azione eccessiva dei muscoli elevatori mandibolari durante la fase di crescita per cui lo scheletro facciale non si sviluppa adeguatamente sul piano verticale. La terapia è ortodontica con dispositivi mobili e fissi ed è indicata in pazienti che soffrono di problemi articolari e muscolari (pazienti disfunzionali).

Il morso aperto invece é una malocclusione primitiva caratterizzata dal non contatto dei denti in occlusione che lasciano una beanza di solito occupata dalla lingua a riposo. L’esperto di Gnatologia può curare questa problematica con il ricorso alla terapia radicale ossia con un intervento maxillo-facciale che riporterà i mascellari ad un rapporto fisiologico. In alternativa può essere utilizzato un intervento minimale di tipo gnatologico con la riduzione dei sintomi disfunzionali presenti, ivi compresi disturbi posturali connessi alla malocclusione.

Gli Acufeni

Per acufeni si intende rumori di varia entità (fischi, ronzii, sibili) che il paziente avverte in condizione di silenzio ambientale. Le cause degli acufeni sono molteplici e possono riguardare anche il sistema masticatorio, nel senso che un ipertono dei muscoli cranio-mandibolari, può essere un fattore scatenante gli acufeni. Di solito gli acufeni più recenti sono più facilmente risolvibili: basterà impiegare un ortotico di stabilizzazione notturno per valutare quanto l’apparato masticatorio sia responsabile.